martedì 17 gennaio 2012

DEL DUBBIO




«É male minore l'agitarsi nel dubbio che il riposare nell'errore.»
Alessandro Manzoni

Ciao Maggie,
questo è un post interlocutorio.
Sono in difficoltà.
Anzitutto, dopo aver scritto 4 post di introduzione, alcuni sulle cose da leggere e da meditare ed uno sull’ascoltare, dovrei introdurre anche le cose da fare e quelle da vedere.
Quando ho pensato alle “etichette” di questi post,  avevo in mente come “cose da vedere”, realtà tipo film, quadri… e, come “cose da fare”, viaggi, attività…
Il confine tra le due cose, però, mi risulta, adesso che ne devo scrivere, un po’ confuso.
Ad esempio, un post sugli States o sull’Irlanda, sotto quale etichetta lo metto? Non so se mi spiego.
Andarci è una cosa “da fare” (spero che tu possa viaggiare molto), ma soprattutto per “vedere”. E andare in un determinato posto a “vedere” una determinata opera è una “cosa da fare”.
Deciderò di volta in volta… e chiederò consiglio al mio amico Alessandro!
La seconda difficoltà è sotto quale etichetta mettere questo post : Videnda, agenda, intro o “fuori categoria”. Come vedi ho optato per intro, anche se siamo ormai all’ottavo post.
Beh, dirai, se fossero queste le difficoltà!
In effetti più che un post “interlocutorio” è quello di una settimana in cui non ho dedicato molto tempo al blog. Succede e succederà ancora. Finora non ho ancora saltato una settimana e cercherò di evitare questa eventualità se mi sarà possibile.
A Martedì prossimo.

Nei casi dubbi ci si decida per il giusto.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909


martedì 10 gennaio 2012

COSE DA NON FARE




''Se è possibile è bene evitare di chiedere a prestito un libro, sia pure al più caro amico. Molto più spesso non si ha il coraggio di opporre un rifiuto alla richiesta, ma molto a malincuore si vede uscire dalla nostra casa ciò che a volte costituisce il dono di una persona cara o l'acquisto fatto con qualche sacrificio. Non è mai simpatico chiedere a prestito niente, ma per i libri lo è ancora di meno. Non bisogna considerare il libro come un oggetto di nessuna importanza. Un libro ha il suo valore commerciale e affettivo. Dunque, si eviti di chiedere libri a prestito. Alla persona che chiede un libro, se dentro di noi abbiamo deciso di non darglielo, occorre dirlo con la massima cortesia, prendendo magari come scusa il fatto che il libro in questione non ci appartiene e che, a nostra volta, lo abbiamo avuto per qualche giorno da un conoscente. Oppure si può anche dire che, trattandosi di un caro ricordo, non lo cediamo volentieri, sia pure per breve tempo. Chi ci ha prestato un libro ha diritto di riceverlo di ritorno, entro il più breve tempo possibile e nelle condizioni in cui ci è stato prestato. Si ricoprano i libri avuti in prestito onde evitare che si sgualciscano o si macchino. Non si pieghino gli angoli delle pagine, ma si usi un qualche segnalibro. E soprattutto non si facciano segni con unghie o matite per sottolineare una frase o un pensiero che ci hanno colpiti. Inutile dire che è estremamente scorretto dare in lettura ad amici libri che ci sono stati prestati da altra persona. Il chiedere di ritorno un libro ad una persona cui lo abbiamo prestato da tempo, non costituisce altro che un pieno diritto''.

Enciclopedia della famiglia e della casa - a cura di De Stefanis, Alfonsi, Romano, Ferrini, ecc.

Tratto dal Capitolo ''Saper Vivere'' (Armando Curcio Editore, 1956).


Ciao Maggie,

                ritorno ai post sui libri, in particolare su “Il Signore degli anelli”, perché la sua vicenda mi permette di darti un consiglio molto importante: non prestare mai i libri!

                Ti ho già detto che quel libro (l’edizione della Rusconi) per me così importante mi è stato regalato da un carissimo amico tanti anni fa, ma quella copia (a cui io tenevo tantissimo) nella mia libreria non c’è più e chissà dov’è in questo momento.

                Un giorno qualcuno me l’avrà chiesto, oppure mi sono sentito io di suggerirne la lettura … ma quel qualcuno chissà chi è, e del libro ormai nessuna traccia. Non è successo solo con quel libro e nemmeno solo con i libri, anche perché la memoria di tuo papà non è certo quella di un elefante.

                In alternativa, ogni volta che presterai un libro a qualcuno segnati bene da qualche parte a chi l’hai dato. Ma, potendo, non fare eccezioni alla regola.



Proverbio dei librai francesi:

Livre prete', souvent gate', toujours perdu

(Libro prestato, spesso sciupato, sempre perduto).

martedì 3 gennaio 2012

CONNECTION




This is a song I've been singing for about fifteen years I guess...and, you know, when we decided to come out on the road this time, I knew we wanted to come out and sing, sing a new song, that's my job, and ...I kinda sat around and thought of things that would work and this is a song...I guess, it's changed a lot over the years as I've sung it and seemed to be able to open up and sorta let the time in...when I wrote it I was 24 years old and I was sitting in my bedroom in Long Branch, New Jersey and I think back and it surprises me about how, how much I knew about what I wanted, because the questions that I asked myself in this song it seems like I've been trying to find the answers to them ever since and ...I guess when I wrote this song I thought I was writing about a guy and a girl that wanted to run and keep on running...and that was a, a nice romantic idea, but uh, I realised that after I'd put all those people in all those cars I was going to have figure out someplace for them to go ... and I realised that in the end, I guess, that individual freedom when it's not connected to some sort of community or friends or the world outside, ends up feeling pretty meaningless ... so I guess, that guy and that girl, they were out there looking for a connection, and I guess that's what I'm doing here tonight...so, uh, this is a song about two people trying to find their way home...I'd like to do it for ya and dedicate it to ya, and just say this song has kept me good company on my search and I hope it's kept you good company on yours...

Canto questa canzone più o meno da 15 anni … e dovete sapere che quando abbiamo deciso di riprendere un nuovo tour, ci proponevamo di fare qualcosa di nuovo, fa parte del mio lavoro … ci siamo seduti pensando a qualcosa che potesse funzionare e ho pensato a questa canzone E’ cambiata molto negli anni e quando la canto sembra aprirsi al fluire del tempo ... Quando l'ho scritta avevo 24 anni ed ero seduto nella mia camera a Long Branch, nel New Jersey. Quando ci ripenso mi sorprende constatare che sapevo già molto bene quel che volevo, perché le domande che mi pongo in questa canzone sono le stesse a cui cerco ancora di dare una risposta. Mentre la scrivevo pensavo ad un ragazzo e una ragazza che volevo correre e continuare a correre ... una idea bella e romantica, ma mi rendevo conto che dopo aver messo tutta quella gente su tutte quelle macchine dovevo trovare un posto per loro dove andare ... e mi sono reso conto che, in definitiva, questa libertà individuale, se non è legata ad una comunità di amici o al mondo intorno, finisce per essere senza senso... così io immagino che il ragazzo e la ragazza della canzone cercassero degli amici, ed io stasera cerco la stessa cosa ... così, questa è una canzone che parla di due persone che stanno cercando di trovare la strada di casa .. voglio suonarla per voi e dedicarla a voi, e dirvi soltanto che questa canzone mi ha fatto buona compagnia nella mia ricerca e spero che vi aiuti anche nella vostra ..."





Ciao Maggie,

        con questo post iniziamo il 2012. E non potevamo iniziarlo meglio! (Tra l’altro sarà l’anno dell’ennesimo concerto – sia ringraziato il cielo-)

        La versione che preferisco è quella “full-band”, naturalmente, ma questa introduzione mi ha sempre folgorato. Non smetterei mai di ascoltarla e di leggerne le parole. “… Questa libertà individuale, se non è legata ad una comunità di amici o al mondo intorno, finisce per essere senza senso...”. Si può dire qualcosa di più profondo e sensato? Ogni “credo”, religioso o no, ogni valida proposta di un senso a questa vita che ci tocca vivere, approda a questo. Siamo fatti per amare e non c’è nulla più importante di questo e si corre a vuoto se non si arriva a questa meta.

        L’inizio di un anno è momento di auguri. Beh Maggie che tu possa sempre essere “in ricerca” e che in questa ricerca tu sia sempre in buona compagnia!

“A la tarde te examinaran en el amor”

("Alla sera della tua vita sarai giudicato sull’amore")

S. Giovanni della Croce

martedì 27 dicembre 2011

EXPLORERS




Home is where one starts from. As we grow older

The world becomes stranger, the pattern more complicated…

There is a time for the evening under starlight,

A time for the evening under lamplight

 (The evening with the photograph album).

Love is most nearly itself

When here and now cease to matter.

Old men ought to be explorers

Here or there does not matter

We must be still and still moving

Into another intensity

For a further union, a deeper communion…

In my end is my beginning.



Casa è da dove uno parte. Mentre invecchiamo

il mondo diventa estraneo, lo schema più complicato…

C’è un tempo per la sera sotto la luce delle stelle,

un tempo per la sera sotto la luce della lampada

(la sera con l’album delle fotografie).

L’amore è quasi più se stesso

quando qui ed ora cessano di importare.

Gli uomini avanti in età dovrebbero essere esploratori

il luogo e l’ora non sono importanti.

noi dobbiamo muoverci senza sosta

verso un’altra intensità

per un’unione più completa e una comunione più profonda…

Nella mia fine è il mio principio.

(T.S. Eliot, Four Quartets)



Ciao Maggie,

questo è l’ultimo post dell’anno. Anche se sono solo convenzioni temporali, questi sono giorni di riflessione su quello che è stato e magari di nuovi propositi per il futuro. Fare bilanci è sempre complicato, verificare la buona riuscita dei propositi può essere deludente.

Mi piace lasciarti, come pensiero sulla fine e sul principio, questi versi di Eliot per augurarti di cuore di essere SEMPRE un esploratrice e di capire che dove finisce qualcosa c’è sempre altro che ricomincia.

L’ultimo dell'anno è stato segnato per anni per me da un piccolo bellissimo brano della Bibbia, la benedizione agli israeliti del libro dei Numeri:

Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace".
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò".

Da essa san Francesco ha preso spunto per la sua benedizione a Frate Leone.
E questo è il mio augurio di buon anno per te:

Il Signore ti benedica e ti custodisca,
mostri a te il suo volto

e abbia misericordia di te.
Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore benedica te, Margherita.

martedì 20 dicembre 2011

PASTORE DI COSTELLAZIONI




Nostra vicenda

No, in misura nessuna e modo alcuno
a noi è dato raggiungerti:
sei tu che devi scendere e perderti
tu, pastore di costellazioni.

Tua natura non è la divina Indifferenza,
anche se presunzione che altera la mente
e fede inquina e devia, è credere
che umana colpa per quanto orrenda

                         ti possa offendere.
Tua natura è di essere Amore
inesauribile fonte
di ogni amore:

                         Amore che te rovina
                         e noi redime...


Io sento i tuoi passi inseguirmi
di deserto in deserto, passi
infaticati e discreti
per non impaurire:

                         
                          Tu, divino Inquieto
                          che rompe gl'incanti
                          e distrugge le paci
                          e non concede tregue...


E come peccato non te ma noi
- solo noi! - ferisce a morte
e tua pietà scatena, così

non vi è contrizione che valga
- pure se a cuori che piangono
ancor di più con noi tu piangi
d'un pianto che lava la terra -
e solo grazia ci salva!

A noi chiedi appena
volontà d'essere salvati:
                             

                              il miracolo
                              di lasciarci amare.


(David Maria Turoldo)

Ciao Maggie,
         questo è l’ultimo martedì prima di Natale quindi interrompo doverosamente i post sulla lettura, per dedicarne uno a questa festa.
         Oggi ho cercato su Google, nella sezione immagini, la parola Natale (18.900.000 risultati in 0,16 secondi) e, come mi aspettavo, non ho trovato immagini della Natività nelle pagine che ho sfogliato finché non mi sono stancato. Eppure (è paradossale doverlo ribadire) questa è una festa Cristiana.
         Io e la mamma abbiamo deciso di donarti il Battesimo, pur con le nostre debolezze cercheremo di fare in modo che tu capisca cosa significa credere, poi cosa deciderai crescendo lo sa Dio…
         Sarà, la Fede, un argomento su cui ritorneremo spesso, anche perché dovrai sapere che “mestiere” ha fatto tuo papà per 10 anni della sua vita.
         Negli anni ho spesso cercato frasi, pensieri, poesie da usare come augurio in occasione del Natale. Quella che ti propongo oggi è veramente speciale. Turoldo è una di quelle persone per cui penso: Ecco, vedi, se uno come lui crede, allora vale la pena credere. Mentre, al contrario,  la fede “iniqua e devia” di molti (anche tra i il clero purtroppo) ha fatto  e continua a fare un mare di danni.
         Non commento allora la poesia, anche perché ci vorrebbe un post per ogni riga se non per ogni parola, e la uso come pretesto per questo augurio: che tu possa trovare sul tuo cammino dei veri maestri, delle guide capaci, attente ed entusiasmanti, esigenti e premurose, per condurti nelle strade della vita.

martedì 13 dicembre 2011

DESIDERATA



“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”

J. D. Salinger


Ciao Maggie,

dopo averti detto qual è il libro della mia vita, ti esprimo un desiderio: vorrei tanto che tu imparassi ad amare i libri, vorrei che dessero alla tua vita almeno quello che hanno dato alla mia, se non di più… Come al protagonista de "Il giovane Holden", vorrei che i grandi scrittori diventassero tuoi "amici" e compagni di viaggio.

Non è facile né scontato amare la lettura. Un’indagine recente dice che in Italia ci sono circa 19 milioni di lettori (il 38% dei nostri connazionali). Ma la percentuale di chi legge almeno una decina di libri l’anno non supera il 10%. E comunque il 60% non legge proprio.

Ho avuto la fortuna di crescere in mezzo ai libri ma non sono sicuro che questo basti. Ci sono troppe cose che possono dis-trarti, at-trarti lontano dai libri. Perché la lettura è un piacere immenso, ma per certi versi è anche pazienza e fatica.

Senza contare che ci sono così tanti libri brutti! E se poi un tuo professore ti stronca la carriera di lettrice costringendoti (!) a leggere qualche mattone che piace solo a lui …

Comunque io ci spero perché penso che senza la lettura, la buona lettura, la coscienza di un uomo rimane come “minorata” e così anche la sua capacità di giudizio e di scelta.

Concludo questo post con le bellissime parole di Jorge Luis Borges prese da una sua introduzione a “Don Chisciotte”.


“Chiuso il libro, il testo continua a crescere e a ramificarsi nella coscienza del lettore. Quest’altra vita è la vera vita del libro”.

martedì 6 dicembre 2011

A LONG-EXPECTED PARTY





“Penso che anche essi come noi ebbero molte occasioni di tornare indietro, ma non lo fecero. E se lo avessero fatto noi non lo sapremmo, perché sarebbero stati obliati. Noi sappiamo di coloro che proseguirono…”

Ciao Maggie,
non sapendo da dove partire, scelgo la prima delle “cose da fare”, nell’ordine casuale in cui le ho inserite nell’ introduzione: “legenda”.

Ci dedicheremo un paio di post ed il primo è molto semplice: tra i libri che ho letto, dovendo sceglierne uno come “il più bello” (se avesse senso una tale classifica) quello è “Il Signore degli Anelli”.

Me l’ha regalato un mio carissimo amico, don Marco, che allora era “solo” Marco, mio compagno di classe in ginnasio. Era la fine della IV. Da allora l’ho riletto ogni anno per almeno sei volte di fila. Poi, lungo gli anni, almeno altrettante ma penso di più.

L’ho amato, studiato, ho letto saggi …

E’ riconosciuto da molti come un capolavoro, ma ha il “peccato originale” di essere un fantasy (e forse per molti anche quello di essere stato scritto da un cattolico dichiarato).

Ho letto perciò anche delle solenni stroncature.

Paradossalmente saranno altri i libri che mi piacerebbe proprio che leggessi, questo è “il mio” libro, quello che ogni volta che lo rileggo, specie in alcune pagine, mi ridà sempre le stesse fortissime emozioni.

“Sono felice che tu sia qui con me. Qui, alla fine di ogni cosa, Sam”.